domenica, 03 maggio 2009

Incantevole!!!

Le commedie sudcoreane non deludono quasi mai l’aspettativa dei fedelissimi, un’aspettativa necessariamente forte, e Scandal Makers non fa eccezione. O meglio: sì che la fa, la fa eccome, però spostando verso l’alto uno standard qualitativo già notevolissimo. Con buona pace di tanti (troppi) registi e sceneggiatori occidentali, specie hollywoodiani, sempre più tramortiti dall’avarizia creativa…
Poderosa macchina bellica al patrio box office, dove ha polverizzato perfino The Good, The Bad, The Weird, l’incantevole opera prima di Kang Hyeong-chul si è gioiosamente imposta anche a Far East Film: pochi fotogrammi, pochi minuti, e gli spettatori hanno subito cominciato a sprigionare entusiasmo. Un entusiasmo tangibile, scandito da risate e da applausi, che non ha smesso di crescere fino al coloratissimo happy end.
Una storia piccola piccola, quella di Scandal Makers, eppure implacabile nel suo funzionamento. Un congegno perfetto: diciamolo senza timidezza! Merito dello script, compatto e brillante, merito del cast, dominato dall’irresistibile pargoletto Wang Seok-hyun, e merito, last but not least, dell’impaginazione di Kang Hyeong-chul, raffinata e fluida.
Cosa potrebbe capitare nella vita di un dj radiofonico, famoso e scapolo quanto basta per garantirsi agiatezza e ammiratrici, se dovesse improvvisamente scoprire di essere padre nonché nonno? Scandal Makers parte da qui, da un detonatore semplicissimo, e prende sapientemente il largo moltiplicando equivoci, belle canzoni (i protagonisti, nei titoli di coda, eseguono un’adorabile cover di Walking On Sunshine), dialoghi scoppiettanti e guizzi di tenerezza…
Adesso non resta che augurare a questo gioiellino una buona distribuzione europea, almeno sul mercato dell’home video, sperando che nessun predone lo trasformi nell’ennesimo e scadentissimo remake usa-e-getta.

postato da: trentamarlboro alle ore 18:12 | permalink | commenti
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sabato, 25 aprile 2009
Festa nella festa, domani sera, al Caffè Contarena: la Shanghai Party Night, animata dal dj G.A. Perini e dal guest dj Sydney, sarà infatti l’occasione per presentare la prima compilation ufficiale di Far East Film!
Intitolata The Cinematic Sessions Shanghai, e già in vendita al bookshop del Teatro Nuovo, al bookshop del Visionario, all’Angolo della Musica e presso i negozi convenzionati, è una raccolta «dai molteplici colori, con grandi artisti asiatici e occidentali che vivono e interpretano le diverse identità del Far East».
In essa s’intrecciano vari generi musicali, dalla house alla classica, dall’electro-lounge ai movie theme, nessuno dei quali resta tuttavia isolato ma dialoga con ciascuno degli altri esprimendo sonorità dentro cui convivono più anime e più colori!
Tra i vari titoli, va sicuramente citato Where The Hell Is Heaven di Dr Usui e le tracce esclusive di Hiroshi Yamaoka, Anji Bee e Moshang (ulteriori info sono a disposizione sul sito www.residualmusic.com). Non solo cinema, a Far East Film!
postato da: aguamarinha alle ore 22:37 | permalink | commenti
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sabato, 25 aprile 2009
Vi è piaciuta la musica d'introduzione sentita ieri era a teatro?
Forse non tutti sanno che l'autore del "motivetto" è il pluripremiato compositore Teho Teardo, vincitore del premio Tenco, autore, tra le altre cose, della colonna sonora de "il Divo", "la ragazza del lago" e "lavorare con lentezza".

 
postato da: aguamarinha alle ore 12:40 | permalink | commenti
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venerdì, 24 aprile 2009
Se vi sono piaciuti film come "Snatch" & "Lock & Stock" non perdete la proiezione delle 22.00

CRAZY RACER!!!crazy racer
postato da: aguamarinha alle ore 15:42 | permalink | commenti
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venerdì, 24 aprile 2009
La stilosissima borsa
postato da: orenove alle ore 14:52 | permalink | commenti
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venerdì, 24 aprile 2009
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Appuntamento imperdibile anche per l’edizione targata 2009 con le feste internazionali del festival più atteso in regione: FAR EAST NIGHTS dove il Festival si contamina con musica, party, sound metropolitani dai ritmi scalpitanti del sud est asiatico.

Le notti saranno giovanissime con dj set inediti e in-auditi in Italia, energia straripante mixata a atmosfere lounge. I 9 giorni del FEFF 11, snodandosi tra weekend e festività, sono un invito a celebrare l’alba, orientale e occidentale.

Sin dalla serata inaugurale, venerdì 24 aprile, la colonna sonora del Far East Film travolgerà Udine.

Per la NOTTE GIALLA, grande festa cittadina con apertura straordinaria dei locali e performance nelle strade del centro, i dj set occuperanno una decina di locali riempiendo le strade di musica.

Le nottate successive - con inizio alle ore 22.30 - avranno una location d’eccezione: il San Giorgio, teatro off della città, si trasformerà in uno scintillante e inedito dance floor! Luogo privilegiato dai giovani e adattissimo ai party, vedrà un curioso melting pot tra ragazzi udinesi, ospiti, universitari e star asiatiche.

Sabato 25 aprile il teatro S.Giorgio – lounge club di via Quintino Sella apre le porte a RAYSOO, dj malesiano leader nei club delle capitali asiatiche. Artisticamente nato nell’ormai leggendario Zouk Club di Singapore si distingue per il suo unico ed eccentrico gusto elettronico. Invitato ripetutamente al conosciutissimo C/O POP festival di Colonia, ha suonato e animato i club di mezz’Europa. A fare gli onori di casa saranno gli ELECTROSACHER.

Domenica 26 aprile Caffè Contarena piazza libertà SHANGHAI PARTY NIGHT

G.A.PERINI & GUEST D.J SET

Lunedì 27 aprile Visionario GENUINE THEREAPY

Genuine loud noise dj set

Martedì 28 aprile Madrid SO FAR EAST FUEGO PARTY

Greta DJ set

Mercoledì 29 aprile PECHA KUCHA NIGHT: designer, architetti , artisti, videomaker, creativi a 360 gradi si incontreranno per presentare le loro idee con un “fermo immagine”  nel mondo del cinema. Teatro San Giorgio a partire 20.20

Giovedì 30 aprile saltiamo in Corea con JIN CHOI, dj residente in Germania prodotto da label francesi, canadesi e tedesche (Romanphoto, Ware-Net, Archipel). La sua musica muove corpo e mente, in un melange che non tralascia mai strutture groove e melodiche. Introduce il dj set di HOLLYWOOD.

Primo maggio giapponese con KUMISOLO PROJECT, affascinante e graffiante voce di Kumi Okamoto: paragina d’adozione e pop nel sangue, lascia scie di fans ad ogni sua data. Scaldano la pista MIGUEL SELEKTA -VS- MISS CHEE (Hip-Hop 'n' Rock-Pop).

Un raro, unico, ibrido di Jimi Hendrix, Les Rallizes DesNudes, the Velvet Underground, pop giapponese anni Sessanta e the 13th Floor Elevators chiuderà il festival in una lunghissima saturday night.

Sabato 2 maggio, introdotta dai nostrani ALFA BOX tocca alla band YURA YURA TEIKOKU. Primo e solo gruppo giapponese - rock psichedelico -  che abbia raggiunto un vero successo "overground": gli Yura Yura Teikoku rappresentano il colpaccio del Festival per la sua undicesima edizione; il concerto dell’anno per la prima volta in assoluto in Europa! Da non perdere! Dj set della serata Max D. Blas. Amico da sempre del Festival, esploratore dei territori musicali più eleganti della minimal techno, chiuderà facendo scintillare il dance floor del San Giorgio le Far East Night 2009.

postato da: aguamarinha alle ore 12:31 | permalink | commenti
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venerdì, 24 aprile 2009
Per quelli di voi che non l'hanno già vista dal primo pomeriggio sulla nosta fan page di Faccialibro, eccola qui, ma anche qui

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postato da: aguamarinha alle ore 00:00 | permalink | commenti
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giovedì, 23 aprile 2009

DSCN0407Il Far East Film Festival non è solo film, ma una gara di sopravvivenza e resistenza per i patiti del cinema dell'Estremo Oriente.

Sette proiezioni al giorno, per una decina di giorni, metterebbero a dura prova anche il più patito dei cinefili, per cui ecco alcuni consigli pratici.

COSA VEDERE: Bella domanda, ma doverosa visto che andare alla cieca rischia di provocare disturbi psichici profondi. Bisogna essere preparati alla visione di qualsivoglia pellicola, per cui oltre al caotico listone dei film, conviene acquistare il catalogo del festival che recensisce tutto quanto viene proposto. Una spesa che va considerata un investimento. Alla peggio, fatevi amico qualcuno che giri sempre con il catalogo e approfittate della sua buonafede per studiarlo con attenzione. Le mere indicazioni del genere, infatti, potrebbero trarvi puntalmente in inganno.

postato da: orenove alle ore 16:04 | permalink | commenti (1)
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lunedì, 28 aprile 2008
Mad DetectiveDue thriller con la “t” maiuscola. Bellissimo e gelido il primo, bellissimo ed eccentrico il secondo. Coreano il primo, hongkonghese il secondo. Cupissimi entrambi. Necessariamente diversi tra loro, per impatto emotivo e per concezione cinematografica, ma profondamente legati dalla stessa (implicita) dichiarazione d’intenti: ricordare a tutti, specie agli snob professionisti, che l’arte non disprezza i canali della cultura pop. Anzi: ama scorrerci dentro, più o meno silenziosamente, illuminando lo sguardo di chi la sa riconoscere. E di arte, in Our Town e Mad Detective, ce n’è davvero parecchia.
Mettendo simbolicamente a confronto un absolute beginner come Jung Gil-young e un vecchio gigante come Johnnie To (qui spalleggiato dall’inseparabile Wai Ka Fai), dunque, la coppia regina di Far East Film 10 non certifica soltanto la ritrovata e piena vitalità dell’entertainment asiatico, ma stabilisce anche una felicissima linea di continuità generazionale: un passaggio di testimone a rilascio lento, e progressivo, che fa scintillare i veri maestri (non certo angosciati dall’avanzata degli esordienti) e fa crescere i veri allievi (non certo angosciati dall’opportunità d’imparare). E tanto basta per piangere calde lacrime sulla cara Italietta, dove senior e junior non sanno dialogare e, la maggior parte delle volte, non sembrano nemmeno parlare la stessa lingua!
postato da: trentamarlboro alle ore 02:24 | permalink | commenti
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domenica, 27 aprile 2008
Oltre 50 mila spettatori e 1100 accreditati:
bilancio-record per l’edizione del decennale!
Podio tutto giapponese agli Audience Awards.
C’è un’immagine, un fotogramma, che sintetizza perfettamente il valore di Far East Film e del suo decimo anniversario: l’emozionante sorpresa con cui Johnnie To, Wai Kai Fai e il dream team della Milkyway hanno simbolicamente ringraziato il festival, primo artefice occidentale del loro successo, donando a Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche un’effige di cristallo con impresse le mani di To e Wai, in perfetto stile walk of fame, assieme alla scritta «Per celebrare dieci anni di amicizia con Far East Film».       
Tempo di bilancio, dunque, per il festival. E se parlare di edizione-record, ormai, è un avvenimento del tutto abituale, automatico, trovarsi a parlarne dopo dieci anni è davvero qualcosa di più: è un autentico record nel record, sia sul piano del puro successo che sul piano della continuità progettuale, culturale, qualitativa. E, naturalmente, anche quantitativa.
Le cifre? Eccole: il festival udinese, quest’anno, ha oltrepassato la soglia dei 50 mila spettatori raccogliendo anche il maggior numero di adesioni mai piovuto sulla manifestazione: 1100 presenze da una decina di paesi (dagli Stati Uniti alla Repubblica Ceca), senza ovviamente dimenticare i quasi 200 giornalisti e i 42 rappresentanti di festival internazionali (il bookshop, vale la pena di sottolinearlo, ha venduto circa 1500 pezzi tra libri e Dvd, con picchi di preferenza per i nomi cult come Miike Takashi e Johnnie To).
postato da: aguamarinha alle ore 15:47 | permalink | commenti
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sabato, 26 aprile 2008
Porcata melensa.
E interminabile.

Voto: 1 caraffa di Grand Marnier.




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venerdì, 25 aprile 2008
The Guard PostE’ un grandissimo peccato che The Guard Post abbia raggiunto Udine trascinandosi dietro l’assurda, ridicola, fuorviante fama di splatter malvagio (alle anteprime per la stampa non ci dovrebbe mai andare chi giudica troppo cruenta Barbie Raperonzolo). E’ davvero un grandissimo peccato sia perché di splatter, nel film, non esiste traccia, e questo ha sicuramente deluso gli spettatori più impavidi, sia perché 112 minuti così notevoli, e anche così raffinati, meritavano una platea meno settaria di quella dell’Horror Day
Certo, va bene, The Guard Post non è esattamente un prodotto disneyano, e la vista del sangue potrebbe turbare qualche anima candida, ma il bravo Kong Su-chang ha impaginato un piccolo capolavoro dove la compattezza narrativa prevale sempre sugli ammiccamenti spettacolari e dove gli scoppi di violenza (peraltro abbastanza rari) non risultano mai superflui. Un implacabile meccanismo a orologeria che, richiamando cult leggendari (La cosa di Carpenter) e giocando abilmente con il pubblico (proprio come fa Singer nei Soliti sospetti), documenta fino in fondo tutto il rinnovato fulgore del cinema sudcoreano. Cinema che, dall’ormai lontano 1999, rappresenta un autorevole sigillo di garanzia per i fedelissimi del festival.
postato da: trentamarlboro alle ore 01:40 | permalink | commenti
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