lunedì, 23 novembre 2009

Departures


Alla cerimonia degli Oscar del 2009 ha battuto concorrenti dati favoriti come Valzer con Bashir dell’israeliano Ari Folman, il francese La classe ed il polacco Katyn. Ma a oggi, in Italia, Departures, del regista giapponese Yojiro Takita, è stato visto solo a Udine - nell'aprile scorso - in occasione della rassegna Far East Film Festival, ottenendo anche il premio del pubblico.


A porvi rimedio sono ora gli stessi organizzatori del Feff, che dopo aver acquistato i diritti del film per l'Italia lo metteranno in distribuzione - assieme ad alcuni soci - agli inizi del 2010.


Anche il pubblico italiano potrà così vedere al cinema un'opera che si distingue per la poesia della storia, che vede protagonista un violoncellista costretto a cambiare mestiere e a confrontarsi con il tema della morte, oltrechè con i personali fantasmi del passato.

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domenica, 03 maggio 2009

Il magnifico Departures, dopo l’Oscar, trionfa agli Audience Awards!!!

Ricevendo un’autentica valanga di voti, e totalizzando una media complessiva davvero altissima (4.57 su un massimo di 5), il magnifico Departures di Takita Yojiro è stato incoronato migliore film dal pubblico di Far East Film 11. Il re degli Audience Awards 2009, dunque, già vincitore dell’Oscar come migliore film straniero, batte bandiera giapponese, mentre battono – rispettivamente – bandiera sudcoreana e bandiera indonesiana il secondo e il terzo classificato: l’irresistibile comedy Scandal Makers e il poetico melodramma The Rainbow Troops.        

Un podio di notevolissima caratura, inutile sottolinearlo, capace di restituire nitidamente la qualità ma anche l’ampiezza (stilistica e geografica) dell’undicesima edizione. E le medaglie non sono finite!

Anche la speciale giuria degli accreditati Black Dragon, infatti, ha eletto numero uno l’inno alla vita di Departures, mentre i lettori di Mymovies.it, votando direttamente online, hanno preferito il road movie giapponese One Million Yen Girl della giovane regista Tanada Yuki.   

 

AUDIENCE AWARDS 2009

 

 

 

DEPARTURES

di Takita Yojiro

(Giappone 2008)

 

- Visto in anteprima nazionale -

 

Daigo dopo aver perso il suo posto da violoncellista torna al paese natio dove trova lavoro presso un’agenzia di pompe funebri. Imparerà i rituali per preparare i defunti per il loro “viaggio”. Attraverso questa attività capirà i veri valori della sua vita. Raffinato, commovente, unico sono solo pochi degli aggettivi possibili per presentare questo grande film vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero.

 

 

SCANDAL MAKERS

di Kang Hyeong-chul

(Corea del Sud 2008)

 

- Visto in anteprima internazionale - 

 

Nam Hyeon-su è l’uomo del momento! Famoso dj radiofonico e impunito libertino, non potrebbe vivere meglio. La sua vita viene sconvolta quando non solo scopre di essere padre di una giovane cantante ma addirittura nonno! Grazie ad esilaranti gag, personaggi e situazioni ben disegnati questa commedia degli equivoci è stata un clamoroso fenomeno al box office coreano!

 

 

THE RAINBOW TROOPS

di Riri Riza

(Indonesia 2008)

 

- Visto in anteprima nazionale -

 

In un piccolo paese una scuola lotta per restare aperta consentendo ai bambini non solo un’istruzione ma anche la possibilità di esprimere le loro potenzialità. Uno dei più grandi successi indonesiani che ha raccolto calore in tutto il mondo. Un film ad “altezza di bambino” dove tutto è visto tramite i loro occhi. Piccole grandi sfide e vittorie, tra commozione e gioia, sotto il segno dell’innocenza.

postato da: aguamarinha alle ore 16:21 | permalink | commenti
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venerdì, 01 maggio 2009


di KIM Jee-won
(Corea del Sud 2008)

Trama: Un ladro ruba una mappa a un ufficiale giapponese. Per ritrovare il documento viene assoldato uno spietato mercenario. Sulle loro tracce c’è anche un noto cacciatore di taglie deciso a non restare fuori dai giochi.

Recensione: BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! BANG! BANG!
postato da: trentamarlboro alle ore 12:05 | permalink | commenti
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mercoledì, 29 aprile 2009

Made in South Korea

30 aprile '89/30 aprile '09. A vent’anni esatti dalla scomparsa di Sergio Leone, il FEFF ricorda il grande maestro con un doppio evento speciale: la proiezione del magnifico The Good, The Bad, The Weird, il capolavoro coreano con cui KIM Jee-woon ha devotamente riletto Il buono, il brutto, il cattivo, e la presenza in sala del celebre direttore della fotografia Dante Spinotti, appena rientrato da Los Angeles (post-produzione dell’ultimo Michael Mann: Public Enemy), e amico del mitico regista romano.Una serata davvero da non perdere, dunque, dove il western di KIM Jee-woon farà – nel verso senso della parola – la parte del Leone
Vecchio big del FEFF (vinse, ricordiamo, l’Audience Award 2001 con The Foul King), e ormai noto in tutto il mondo (basti pensare a Two Sisters, autentico blockbuster horror, e all’ottimo Bittersweet Life, applaudito a Cannes 2005), KIM torna dunque a Udine per accompagnare il suo remake mozzafiato e anche per prendere parte al panel interamente dedicato al cinema coreano (tra gli ospiti, il direttore del Festival di Pusan Kim Dong-ho). Incredibile ma vero: The Good, The Bad, The Weird, presentato con enorme successo a Cannes 2008 e poi massicciamente distribuito in Europa, non era ancora mai approdato in Italia! Fortunatamente, ci ha pensato Far East Film. E non c’era davvero modo migliore per onorare, senza retorica, la memoria di Sergio Leone…

postato da: trentamarlboro alle ore 18:25 | permalink | commenti
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martedì, 28 aprile 2009

Tralasciando quello che, a mio avviso, è un titolo piuttosto infelice, devo ammettere che questo action fantasy mi è piaciuto, nonostante le (sempre eccessive) due ore di proiezione.

Mi è piaciuta l’ambientazione vintage-futuristica, in un Giappone che, avendo evitato la seconda guerra mondiale (no, non brucia affatto aver perso il secondo conflitto mondiale), non solo ha mantenuto una struttura sociale in cui la ricca aristocrazia domina su una moltitudine di gente poverissima, ma c’ha pure la Tour Eiffel!

Detto questo definire “demone” un, seppur agilissimo, ladro mascherato, mi pare quantomeno eccessivo, per non parlare del nome K-20 che mi fa subito pensare ad un sommergibile.

Il nostro ladro mascherato, ad ogni modo, non è certo un eroe positivo, essendo ladro ed essendosi messo in testa di rubare una tecnologia per la trasmissione “wireless”(!) dell’energia elettrica allo scopo di sfruttarla per conquistare il mondo!!!

postato da: aguamarinha alle ore 11:05 | permalink | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009
Videointervista di Orenove feat. Thomas Bertacche


postato da: aguamarinha alle ore 17:38 | permalink | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009
Prendete Braccio di Ferro, Hulk, Primo Carnera il gigante buono, Arnold Schwarznegger nei panni di un agente dell'Fbi in un asilo, il Ragazzo dal kimono d'oro, Nikita e Bruce Lee. Scolatevi due bottiglie di tequila, sale e limone e pensate a un film. A meno che non siate thailandesi, per cui non servono gli alcolici.

In quest'ultimo caso, ecco pronto Somtum, filmazzo di mezzanotte inoltrata per una piovosa domenical Feff.

La storia è semplice: un turista australiano, tanto enorme quanto tonto e privo di coraggio, dopo esser stato derubato di tutto viene "adottato" da una coppia di sorelline che lo portano a vivere nell'umile capanna bar sulla spiaggia gestita dalla povera madre.

Lui, il gigante, oltre a non saper recitare prende un fracco di botte in ciascuna delle occasioni in cui le due sorelline (una ladruncola bugiarda, l'altra nanocampionessa di kickboxing) si ficcano.

postato da: orenove alle ore 16:28 | permalink | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009
Tre quarti di pagina dedicati al FEFF11 e griffati "Mereghetti"!!!

corrierone
postato da: aguamarinha alle ore 12:42 | permalink | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009

the handsome suit2Takuro (Tsukaji Muga), cuoco cicciotto, vive una vita semplice e felice, nel suo ristorante, che tanto ricorda quello di kiss me licia, sempre pieno di clienti entusiasti della sua cucina, ma anche di amici.
Tutto ciò che manca a Takuro, adorabile facciotto, è l'amore.
Un bel giorno, come sempre quando meno te l'aspetti, l'amore arriva e si chiama Hiroko (Kitagawa Keiko) giovane e bellissima aspirante cameriera.
Purtroppo il nostro simpatico eroe adiposo è troppo ossessionato dalla bellezza esteriore e, quando si dichiara alla sua bella commette uno dei "fatali errori": dimentica di dirle che è anche bella dentro.
Hiroko, contrariata se ne va, lasciando lo sprovveduto nuovamente solo, triste e sovrappeso.
La svolta arriva invece attraverso "handsome suit", un vestito che può trasformare chiunque in un individuo fastidiosamente bello.

Davvero esilarate anche il vestito stesso, a metà tra omino michelin e il mostro gigante dei visto nel mitico Ghostbusters!
Ecco quindi l’eroe bruttino trasformarsi in un supermodello richiestissimo e adorato da stuoli di donne che vanno letteralmente in delirio per lui, si capisce come tutto questo rischi però di fargli perdere di vista tutte le cose realmente belle ed importanti che la sua vita normale possedeva.

Come se non bastasse, smesso il “bel vestito” e rientrato al ristorante, incontra la nuova cameriera, la dolce e burrosa Hone (Oshima Miyuki), con la quale  Takuro ha da subito un’intesa perfetta.

Questa commedia divertente, a tratti, commovente ha, secondo me, qualcosa di speciale: l’umanità di Takuro, una di quelle umanità un po’ alla Forrest Gump, lo sfigato che può farti ridere e, pochi istanti dopo, commuovere.

postato da: aguamarinha alle ore 12:18 | permalink | commenti (1)
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domenica, 26 aprile 2009
Prendete un ciclista con evidentissimi problemi di karma, un coach cardiopatico, un disgustoso truffatore uxoricida, lo staff di un’impresa di pompe funebri, alcuni trafficanti di droga e, caso mai non bastasse, prendete anche due aspiranti killer e due poliziotti mediamente imbranati. Poi, come facevano le tre parche, non ponetevi troppi scrupoli e divertitevi ad annodare il filo dei loro destini. Cosa otterrete? Se siete bravi, ma bravi davvero, otterrete il plot di Crazy Racer: una commedia tanto nera quanto frenetica!
Sequel ideale – non effettivo – dell’ottimo Crazy Stone, visto e applaudito a Far East Film nel 2006, il nuovo gioiellino firmato dal signor Ning Hao insegue una valigetta piena di denaro e condensa in cento minuti qualunque genere di virtuosismo: sia sul piano narrativo, moltiplicando simmetrie e corto circuiti, sia sul piano espressivo, utilizzando macchina da presa e montaggio senza rispettare i limiti di velocità. Anzi: per violarli tutti.
Consapevole del proprio talento, e consapevole dell’adorazione che gli cresce progressivamente attorno (quella del pubblico, documentata dal box office, e quella dei colleghi, documentata da numerosi calchi), l’enfant prodige del nuovo cinema cinese non risparmia sulla filosofia del born to run, non risparmia sui guizzi pulp e non risparmia neanche sull’umorismo: il mix è perfetto, funziona benissimo, e quando la sovrabbondanza offusca la linearità, ecco che una risata (o, semplicemente, un sorriso) mette subito ordine e ristabilisce l’equilibrio…
Ning Hao sarà presto fagocitato dal vorace showbiz occidentale, c’è da scommetterci, e il suo piccolo grande Crazy Racer, così ricco di affinità con Guy Ritchie (pensiamo a Lock & Stock e Snatch, ovviamente, non certo all’abominevole remake di Travolti da un insolito destino), potrebbe già rappresentare la carta giusta.
postato da: trentamarlboro alle ore 09:33 | permalink | commenti (4)
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sabato, 25 aprile 2009
Festa nella festa, domani sera, al Caffè Contarena: la Shanghai Party Night, animata dal dj G.A. Perini e dal guest dj Sydney, sarà infatti l’occasione per presentare la prima compilation ufficiale di Far East Film!
Intitolata The Cinematic Sessions Shanghai, e già in vendita al bookshop del Teatro Nuovo, al bookshop del Visionario, all’Angolo della Musica e presso i negozi convenzionati, è una raccolta «dai molteplici colori, con grandi artisti asiatici e occidentali che vivono e interpretano le diverse identità del Far East».
In essa s’intrecciano vari generi musicali, dalla house alla classica, dall’electro-lounge ai movie theme, nessuno dei quali resta tuttavia isolato ma dialoga con ciascuno degli altri esprimendo sonorità dentro cui convivono più anime e più colori!
Tra i vari titoli, va sicuramente citato Where The Hell Is Heaven di Dr Usui e le tracce esclusive di Hiroshi Yamaoka, Anji Bee e Moshang (ulteriori info sono a disposizione sul sito www.residualmusic.com). Non solo cinema, a Far East Film!
postato da: aguamarinha alle ore 22:37 | permalink | commenti
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sabato, 25 aprile 2009

sequenza-del-film-ong-bak-2-presentato-in-anteprima-al-far-east-film-festival-2009-110025[1]


Prendete la storia di Ong Bak-Nato per combattere e riponetela nel cassetto. Nel sequel visto in apertura al Far East Film Festival di Udine, la sera del 24 aprile, sono trascorsi circa 500 anni dall'ambientazione della prima pellicola che si guadagnò un successo internazionale nel 200.

Ora ci troviamo alla fine del XV secolo e personaggio principale è il giovane Tien che cresciuto e addestrato da una banda di banditi, decide di vendicare l'assassionio dei genitori, uccisi dai militari che il padre comandava. Detto questo della storia, la cui sceneggiatura è debole, esile e con diverse lacune e incongruenze, dedicatevi a vedere quasi 115 minuti di combattimenti ispirati alle molteplici arti marziali orientali.

Kill Bill e Uma Thurman fanno la figura dei dilettanti al confronto di quello che Tony Jaa (attore principale) riesce a fare con la spada giapponese, il kung fu, il Muay Thai, il Sansetsukon (bastone ottagonale snodato), la kickboxing, arrivando a offrire un suggestivo saggio delle danze mascherate khon tipiche della Thailandia.

Momenti di particolare interesse, anche i combattimenti con un coccodrillo nelle acque fangose in cui viene gettato il Tien bambino, l'addestramento sugli elefanti in corsa e il combattimento finale attorno/sopra/sotto un pachiderma.

Consigliato ai patiti del genere, il film viene valutato con il quadro La battaglia di Lepanto.

postato da: orenove alle ore 13:32 | permalink | commenti
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