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Le commedie sudcoreane non deludono quasi mai l’aspettativa dei fedelissimi, un’aspettativa necessariamente forte, e Scandal Makers non fa eccezione. O meglio: sì che la fa, la fa eccome, però spostando verso l’alto uno standard qualitativo già notevolissimo. Con buona pace di tanti (troppi) registi e sceneggiatori occidentali, specie hollywoodiani, sempre più tramortiti dall’avarizia creativa…
Poderosa macchina bellica al patrio box office, dove ha polverizzato perfino The Good, The Bad, The Weird, l’incantevole opera prima di Kang Hyeong-chul si è gioiosamente imposta anche a Far East Film: pochi fotogrammi, pochi minuti, e gli spettatori hanno subito cominciato a sprigionare entusiasmo. Un entusiasmo tangibile, scandito da risate e da applausi, che non ha smesso di crescere fino al coloratissimo happy end.
Una storia piccola piccola, quella di Scandal Makers, eppure implacabile nel suo funzionamento. Un congegno perfetto: diciamolo senza timidezza! Merito dello script, compatto e brillante, merito del cast, dominato dall’irresistibile pargoletto Wang Seok-hyun, e merito, last but not least, dell’impaginazione di Kang Hyeong-chul, raffinata e fluida.
Cosa potrebbe capitare nella vita di un dj radiofonico, famoso e scapolo quanto basta per garantirsi agiatezza e ammiratrici, se dovesse improvvisamente scoprire di essere padre nonché nonno? Scandal Makers parte da qui, da un detonatore semplicissimo, e prende sapientemente il largo moltiplicando equivoci, belle canzoni (i protagonisti, nei titoli di coda, eseguono un’adorabile cover di Walking On Sunshine), dialoghi scoppiettanti e guizzi di tenerezza…
Adesso non resta che augurare a questo gioiellino una buona distribuzione europea, almeno sul mercato dell’home video, sperando che nessun predone lo trasformi nell’ennesimo e scadentissimo remake usa-e-getta.





