giovedì, 29 dicembre 2005
Nelle metropoli di Singapore e Kuala Lumpur è stata fondata in questi giorni la Southeast Asia Cinematheque (S.A.C.), una nuova istituzione
cinetecaria che abbraccia una vasta aerea geografica del continente asiatico. Tra i membri fondatori, assieme a esponenti di importanti
archivi e musei internazionali, Lorenzo Codelli della Cineteca del Friuli. Al battesimo della S.A.C. è stata presentata una selezione di
pellicole Lumière girate nell'arcipelago della Malesia agli inizi del '900. Tra gli ambiziosi programmi dell'istituzione, una serie di rassegne e esposizioni dedicate sia al patrimonio audiovisivo autoctono, in gran parte da restaurare, che alla vasta mole di opere cinematografiche occidentali ambientate nel Sudest asiatico
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venerdì, 16 dicembre 2005
Fa il verso nel titolo all Ultimo Samuraì ma è un film interamente giapponese, un kolossal storico-rievocativo costato quasi 19 milioni di euro, record assoluto nella patria di Ozu, Kurosawa, Oshima e Takeshi Kitano.
'Yamato, l'ultima battaglià va in scena da sabato prossimo in tutte le sale dell'arcipelago, 60 anni dopo che la corazzata 'Yamato', vanto della marina militare nipponica, affondò nel Mar Cinese orientale sotto il fuoco implacabile di 400 bombardieri americani mentre tentava una disperata operazione kamikaze al largo dell'arcipelago di Okinawa. E mentre infuria un 'braccio di ferro' politico con la Cina sull'asserito
rigurgito nazional-militarista nel Giappone del premier Junichiro Koizumi.
«Il messaggio del mio film è chiaro: voglio che i giapponesi di oggi tornino a vivere con fierezza e senso di responsabilità» ha detto oggi in una conferenza stampa il produttore del kolossal Haruki Kadokawa.
Molto conosciuto in Giappone, Kadokawa non ha badato a spese investendo molto di suo nel kolossal. L'idea è di lunga data: nasce nel lontano 1985 quando il produttore partì alla ricerca del relitto della corazzata, chiamato 'Yamato' dall'antico nome del Giappone. «Riuscimmo a localizzare la carcassa sul fondo marino nell'aprile 1985. Resto convinto che gli spiriti dei marinai periti nella tragedia mi abbiano guidato per mano» ha
ricordato il produttore.
Varata poco dopo dopo l'attacco di Pearl Harbour l'8 dicembre 1941, la Yamato era un 'mostro': lunga 263 metri, una stazza di 65.000 tonnellate e una potenza di fuoco impressionante. Sopravvisse alla disfatta della flotta giapponese nella battaglia di Leyte, Filippine, nell'ottobre 1944 e fu sacrificata nel febbraio 1945 in una manovra diversiva al largo dell'arcipelago di Okinawa per ritardare lo sborco dei marines Usa. Dei 3.333 marinai a bordo nel sopravvissero solo 267.
Il film, diretto dal regista Junya Saito, 73 anni, che ha ricostruito in studio una corazzata pari ai due terzi del reale relitto, racconta il ritorno sul luogo della tragedia nell'aprile 2005 di uno dei supersititi, un vecchio pescatore, ed è pieno di memorie di marinai senza nome. « È una missione suicida - sostiene uno degli ufficiali in una disputa tra
commilitoni sull'insensatezza della sortita della Yamato - La nostra morte è necessaria per aprire la strada alla rinascita di un Giappone che prosperi nella pace».
È lo stesso messaggio che il premier Koizumi ripete ad ogni sua visita al tempio Yasukuni di Tokyo, che venera gli spiriti di 2,5 milioni di caduti in battaglia tra cui decine di criminali di guerra condannati dai vincitori del secondo conflitto mondiale.
Un messaggio, però, che trova apprezzamenti né in Cina né nelle Coree, concordi nel vedere nelle ripetute visite di Koizumi al tempio un ritorno al militarismo nazionalista del passato. « Non vogliamo mai più una guerra» ribatte Koizumi e le stesse parole le ha ripetute oggi Kadokawa.
Comunque sia il film 'Yamato, l'ultima battaglia» appare destinato a sbancare i botteghini in Giappone. La Yamato ha un'enorme forza nell'immaginario collettivo giapponese: i bambini giocano ancora con modellini della corazzata inaffondabile e un'enorme replica verrà esposta per le feste a Ginza nel cuore di Tokyo. Mentre non si contano i manga e le serie tv ispirati all'ultima battaglia della supercorazzata.
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lunedì, 12 dicembre 2005
Dunque, gli organizzatori e consulenti lavorano a pieno ritmo.
Ad Hong Kong tira aria di stagnazione, poca gente va al cinema preferendo vedersi i film a casa e le produzioni ne risentono.
Giappone in crescita, tra filmoni strappalacrime ambientati negli anni 40 e teen movie con rockstar protagoniste.
Pechino stabile.
Mi sa che sarà l'edizione, quella del 2006, dell'ammore e dei sentimenti.
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