mercoledì, 31 agosto 2005
«Non è facile parlare dei problemi di oggi della Cina. Il nostro governo tiene molto sotto controllo i media. Ma anche i film d'epoca di tradizione wuxia sono comunque un modo per esprimere certe cose». Così Tsui Hark regista di SEVEN SWORDS film d'apertura di questa 62ma edizione della Mostra Internazionale del cinema di Venezia replica a chi gli chiede del perché dalla Cina arrivano quasi esclusivamente film di arti marziali.
Ma mentre annuncia un sequel («dipenderà da come sarà accolto questo film in Cina e all'estero, ma siamo già pronti a farlo») non manca anche di difendere il suo film dall'accusa di troppe scene violente.
«Nella tradizione di questi film, le scene di combattimento hanno un sapore tragico anche se non esaltiamo mai la vittoria né dei buoni, né dei cattivi. Per questo le immagini sono e devono essere brutte. E poi come si fa parlare di violenza oggi con tutto quello che succede e leggiamo sui giornali».
Tsui non prende invece campo contro la vera e propria esplosione di film cinesi di cappa e spada che stanno invadendo l'Occidente e tanto meno contro il più estetico regista Zhang Yimou (La foreste dei pugnali volanti). Di quest'ultimo dice: «è un bravissimo regista e sono contento che abbia successo in Cina come in Occidente. È sbagliato fare comunque un confronto tra gli stili, io cerco di fare solo qualcosa di diverso. D'altronde della cultura wuxia (i film di arti marziali made in Cina) noi cinesi stessi è come se avessimo esplorato la sola punta dell'iceberg». Comunque per il regista che nel suo SEVEN SWORDS (distribuito in Italia da Medusa dal 2 settembre) ha dato un'immagine più che spartana del genere non c'è nei suoi lavori alcuna differenza tra Oriente e Occidente: «Ciò che è occidentale e ciò che orientale è difficile distinguerlo. Noi stessi conosciamo poco la Cina che per noi resta come una vecchia madre che dobbiamo ancora scoprire davvero».
Riguardo al sequel, spiega Tsui:«in realtà abbiamo costruito dal romanzo da cui è tratto (I sette spadaccini del Tianshan di Liang Yusheng) ben sei versioni. Dunque il materiale non manca. Ci agganceremo comunque al finale ovvero alla volontà degli eroi protagonsti di appellarsi allo stesso Imperatore perché elimini la legge che proibisce il divieto
delle arti marziali».
Infine sul numero sette del titolo del film ( nel suo cast: Donnie Yen, Leon Lai, Charlie Young, Honglei Sun, Yi Lu e So Yeun Kim) sottolinea Tsui:«in realtà in Cina è un numero fortunato, ma io l'ho adottato per motivi squisitamente visivi. È bello vedere un eroe al centro delle scena circondato, dai due lati, da un schiera omogenea di compagni».
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martedì, 30 agosto 2005
Sarà Wang Xiaoshuai, l'acclamato cineasta cinese vincitore, con «Shanghai dream», del Premio della Critica all'ultimo festival di Cannes, il regista che racconterà la Toscana, le sue città, i suoi paesaggi e le sue
tradizioni enogastronomiche, al pubblico televisivo cinese.
Il documentario, sulla falsariga del film premiato in Francia, si intitolerà «Tuscany Dream» e sarà presentato alla stampa da Toscana Film Commission giovedì 8 settembre, alle ore 18.00, presso la Villa degli Autori, al Lido di Venezia, nell'ambito della 62° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica che, in quest'edizione, festeggia proprio i cento anni del cinema cinese. Interverranno all'incontro oltre il regista, Anna Rita Bramerini, Assessore al Turismo della Regione Toscana e Luciano Aiazzi, direttore di Toscana Film Commission.
«Tuscany Dream» si inserisce nei progetti di promozione e sviluppo economico adottati dall'Amministrazione Regionale che, dal 2004, ha aperto a Shangai una delle sue sedi internazionali a supporto delle aziende toscane per il loro ingresso nel mercato cinese. Il film - le cui riprese sono previste nel mese di ottobre - è prodotto da Toscana Promozione e dalla casa cinematografica Pidgin e andrà in onda sulle principali emittenti televisive del Paese asiatico nel 2006, anno dell'Italia in Cina. Dopo la presentazione ai giornalisti, alle 20.30 seguirà una cena con i principali operatori delle produzioni cinematografiche, organizzata da Toscana Film Commission, in ollaborazione con l'Agenzia del Turismo della Versilia.
Si tratterà di una degustazione di specialità viareggine dello chef Amelio Fantoni, dedicata a Stefania Sandrelli che riceverà il 10 settembre il 'Leone d'oro alla carrierà. Nella serata saranno esposti gli abiti di scena indossati dall'attrice nello sceneggiato televisivo «Lulù» (1980), messi a disposizione dalla Fondazione Cerratelli di Pisa. Rafforza la presenza toscana in questa 62a edizione della Mostra del Cinema, anche il Consorzio del Chianti Classico, i cui vini sono stati scelti dalla Biennale per gli appuntamenti di gala della rassegna.
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sabato, 27 agosto 2005
Galà cinese, in smoking sobrio, per l'apertura della Mostra del cinema di Venezia. Sarà all'insegna della Cina, tra fiori di loto, pollo alle mandorle e cuochi orientali, il Galà di apertura della Mostra che prenderà il via mercoledì prossimo. Lo stile è in onore di «Seven Sword», il film di apertura di Tsui Hark, ambientato nella Cina del diciassettesimo secolo, scelto dal direttore della Mostra, Marco Muller, per l'apertura della rassegna.
Tutti in smoking, sobrio, ad assistere alla proiezione, prima alle 19 in Sala Grande e poi alle 20 all'Area Alice per il pubblico. Gli invitati in Sala Grande dovranno sottoporsi, mai come quest'anno, alle formalità di rito per le misure di sicurezza prestabilite: l'accesso dovrà avvenire entro le 18 e 15 e , oltre all'invito, occorrerà mostrare un documento di identità per entrare. Prima del film, cerimonia di apertura, in diretta su Raisat, con Ines Sastre madrina della serata che presenterà il presidente della Biennale, Davide Croff, il direttore Muller e la giuria presieduta da Dante Ferretti.
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sabato, 20 agosto 2005
La star delle commedie ad alte dosi d'arti marziali Jackie Chan, e Jet Li, divo di film d'azione a Hong Kong come ad Hollywood, potrebbero presto recitare per la prima volta insieme diretti da Zhang Yimou. Lo ha rivelato Zhang Weiping co-produttore della pellicola, in un'intervista con il quotidiano 'Nanfang Daily', ripresa dal sito specializzato in
cinema orientale 'Monkey Peaches'.
Secondo Weiping «il film mostrerà un Jackie Chan completamente nuovo e non sarà un'altra delle sue commedie». Chan è già ufficialmente nel cast, mentre Jet Li, aspetta di leggere la sceneggiatura, ancora non ultimata. «Entrambi comunque, stanno cercando già da qualche anno l'occasione per lavorare insieme» spiega il produttore.
Le riprese del film, ancora senza titolo, dovrebbero iniziare alla fine del 2006 o nei primi mesi del 2007. Zhang Yimou, intanto, da febbraio, comincerà a girare 'Riding Alone for Thousands of Miles' con Chow Yun Fat e Gong Li. È il terzo lungometraggio d'arti marziali del cineasta, dopo 'Hero' (del quale era protagonista proprio Jet Li) e 'La foresta dei pugnali volanti'.
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venerdì, 19 agosto 2005
'Yuukoku' (Patriottismo), celebre film diretto e interpretato dal grande scrittore giapponese Yukio Mishima, uscito nel 1966 ma che si credeva distrutto in tutti i suoi esemplari per ordine della vedova Yooko dopo il
suicidio dell'autore nel 1970 all'età di 45 anni, è stato ritrovato e nel 2006 sarà di nuovo visibile in tutto il mondo in versione DVD.
L'annuncio del ritrovamento di una delle opere più enigmatiche e premonitrice del clamoroso gesto di Mishima che il 25 novembre 1970 commise seppuku, squarciandosi il ventre con la spada dopo un'arringa ad un plotone di soldati nel Quartier Generale delle forze di difesa a Ichigaya, un quartiere centrale di Tokyo, è stato fatto dall'autore della fortunata scoperta, Hiroaki Fujii, 78 anni, al quotidiano 'Yomiuri'.
Fuji, un amico di Mishima, era stato uno dei produttori del film e fu poi incaricato dalla vedova Yooko di distruggerne tutti gli esemplari. «È stata una grande emozione ritrovare la copia originale del film in una grande scatola per il té in legno nascosta in ripostiglio della vecchia casa di Mishima a Tokyo - ha detto - Sono circa 40 rotoli di pellicola da 35 millimetri. La vedova Yooko mi aveva pregato di distruggere tutte le copie del film e io lo feci. Ma Yooko con ogni probabilità non ebbe il coraggio di mandare al macero la copia originale che nascose in un ripostiglio. Dobbiamo esserle grati per questa scelta».
Fuji ha confidato che in realtà il ritrovamento della copia originale risale al 1996, un anno dopo la morte della vedova Yoko. «Ma all'epoca decisi di tacere - ha spiegato - Se avessi svelato il ritrovamento, tutti avrebbero voluto che il film fosse mostrato in visione. Ma all'epoca la tecnologia esistente era solo delle videocassette, un mezzo tecnico ancora inadeguato. Mi sono deciso a farlo adesso perché ci sono i Dvd
e sara possibilé ridare la mondo intero la possibilità di rivedere il film in una copia fedele».
L'annuncio del ritrovamento ha destato commozione a Tokyo tra i critici letterari e cinematografici, anche perché avviene nell'80/o anniversario della nascita di Mishima. «Il film è una chiara premonizione di quanto poi sarebbe accaduto nel cortile della caserma delle forze di difesa di Ichigayà.Difficile dire fin dove arriva lo spettacolo e dove invece ci
sono i veri sentimenti di Mishima. Ad ogni modo, è un documento fondamentale per chiarire il mistero della morte del grande scrittore», ha detto il noto critico cinematografico Tadao Sato, 74 anni.
Il film, in bianco e nero, dura 30 minuti. Lo dirige e lo interpreta Mishima. Non ci sono dialoghi, ma solo sottotitoli, mentre scorre la musica di Tristano e Isotta di Richard Wagner.
In una scenografia da teatro Noh, racconta la fine di un tenente
colonnello dell'esercito e della sua giovane sposa che non riuscì a prendere parte ad un fallito tentativo di colpo di stato il 26 febbraio 1936 a Tokyo. Il tenente colonnello commette seppuku e la moglie lo segue.
Il film ricalca l'omonimo romanzo 'Patriottismo', scritto da Mishima nel 1961.
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categoria:davedere