venerdì, 29 luglio 2005
L'omaggio a Hayao Miyazaki, il nuovo capitolo di 'Final Fantasy' e la favola nera in stop motion di Tim Burton e Mike Johnson rappresentano i vari volti dell'animazione nel programma della 62/a Mostra del Cinema di
Venezia. Tra le novità di quest'anno, c'è anche l'ingresso dalla porta principale dei film in alta definizione, con cinque pellicole, tra cui 'Bubble' di Steven Soderbergh.
L'Oscar alla carriera che andrà quest'anno al regista Hayao Miyazaki, il Disney Giapponesé sarà celebrato anche con un miniciclo monografico. Si comincerà con 'Nausicaa della valle del vento' (1984), basato sui fumetti manga da lui disegnati. Si continuerà con 'Porco rosso' (1992), dove l'eroe éun aviatore antifascista la cui testa si è trasformata in quella di un animale e 'On your Mark' (1995), video musicale realizzato per il celebre gruppo pop giapponese 'Chage & Aska'.
Le avventure fantascientifiche della saga in 3D creata da Tetsuya Nomura continua con 'Final Fantasy VII Advent Children, presentato fuori concorso, come la pellicola in stop motion di Tim Burton Te Mike Johnson, 'Corpse Bridé, in cui prestano le voci ai protagonisti Johnny Depp e Helena Bonham Carter.
venerdì, 29 luglio 2005
Il cinema italiano sbarca a Tokyo in occasione di uno dei maggiori festival cinematografici asiatici, il 'Tokyo International Film Festival 2005' in programma il prossimo ottobre. La pellicola italiana '13 a tavolà, con Giancarlo Giannini per la regia di Enrico Oldoini, è nella rosa dei 15 film in concorso. L'annuncio è stato fatto oggi a Tokyo
durante la prima conferenza stampa di presentazione del Festival.
Il Tokyo International Film Festival, giunto alla sua diciottesima edizione, si svolgerà dal 22 al 30 ottobre 2005 e rappresenta il più grande Festival del cinema nei paesi asiatici. Si tratta dell'ultima manifestazione in calendario, dopo le rassegne di Berlino, Cannes e Venezia, e sta assumendo un peso sempre maggiore in Asia soprattutto a fronte della recente 'esplosione' della cinematografia cinese e coreana.
Oltre 300 i film che verranno proiettati, suddivisi in varie sezioni. Tra le pellicole in gara nella sezione 'Competition' (al momento ne sono state selezionate cinque) anche l'italiano '13 a tavolà. Obiettivo della sezione, hanno sottolineato gli organizzatori, «puntare su opere di nuovi talenti, che rappresentano potenzialità per il futuro dell'industria
cinematografica». La giuria sarà presieduta dal regista cinese
Zhang Yimou.
In vista del Festival, hanno inoltre affermato i promotori, saranno potenziate le misure di sicurezza ed antiterroristiche.
mercoledì, 27 luglio 2005
'Sette spade', il film di Tsui Hark che aprirà la 62/a Mostra del Cinema di Venezia, potrebbe avere 6 sequel: l'ha dichiarato il regista al sito specializzato in cinema orientale www.monkeypeaches.com: «Dipenderà tutto da come andrà 'Sette spade' sul mercato» ha detto il cineasta.
Tuttavia il progetto a cui Tsui Hark sembra tenere di più è l'adattamento del classico della letteratura fantasy 'Journey to the West', una sfida alla quale sta lavorando da anni e «che sarà possibile realizzare solo se la sceneggiatura verrà fuori nel modo giusto». Tra i nuovi film che dovrebbe realizzare c'è anche anche una biografia della star del cinema cinese Brigitte Lin, con Cecilia Cheung nei panni della protagonista.
mercoledì, 27 luglio 2005
Sarà un gruppo selezionatissimo di «padrini», registi di culto per il pubblico giovanile anche occidentale, a presentare a Venezia il progetto della «Storia Segreta del Cinema Asiatico», la rassegna di cinema
«classico» cinese e «di genere» giapponese che sarà presentata alla 62/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica Cinematografica, dal 31 agosto al 10 settembre.
Si tratta di Xie Jin e John Woo, Tsukamoto Shinya e Miike Takashi. Woo, in particolare, è il regista hongkonghese- hollywoodiano, celebre, ha rilevato il direttore della Mostra d'Arte Cinematografica Marco Mueller durante la presentazione della rassegna, per aver realizzato «Mission Impossible 2» con Tom Cruise.
Quest'anno il programma della sezione di restauri e riproposte è curata personalmente dal direttore della Mostra. Il delicato lavoro di restauro, che consentirà a tutte le opere dimenticate di tornare in circolazione, sarà invece realizzato in HD (alta definizione) con la supervisione di Nicola Mazzanti, già restauratore dei capolavori di Charlie Chaplin e del cinema tedesco espressionista. Copie HD dei restauri, ha reso noto la
Biennale, andranno ad alimentare il circuito nuovissimo di «repertory theatres». In programma, tra l'altro, l'uscita nei mesi immediatamente successivi alla mostra di una serie di Dvd delle opere restaurate.
mercoledì, 27 luglio 2005
Anche se la lista dei film in concorso alla 62/a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sarà comunicata solo domani, riporta il sito italiano di China Radio International, 'Perhaps Love' diretto dal regista cinese Peter Chan sarebbe la pellicola di chiusura del festival.
«Secondo quanto appreso - viene scritto - il film 'Perhaps Love' diretto dal regista cinese Chen Kexin (più universalmente noto come Peter Chan, ndr) ha ricevuto l'invito del direttore del Festival Marco Muller e diventerà il film di chiusura».
Si ricorda anche che 'Sette spade" diretto da Tsui Hark e' già stato scelto come film d'apertura e che «nella storia dei tre maggiori festival cinematografici europei, è la prima volta che film cinesi vengono scelti per l'apertura e la chiusura».
martedì, 26 luglio 2005
L'attenzione della Biennale di Venezia alla cinematografia orientale data, dagli anni cinquanta, dal Leone d'oro a Kurosawa: lo ha ricordato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione della rassegna
«Storia segreta del Cinema Asiatico», in programma all'interno della 62/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, il presidente della Biennale, Davide Croff.
La rassegna - organizzata in collaborazione con la Fondazione Prada, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Cineteca Nazionale, con il supporto della Japan Foundation e del National Film Center di Tokyo - sarà articolata in due sezioni monografiche, rispettivamente dedicate al cinema cinese e a quello giapponese.
In «Storia Segreta del Cinema Cinese» vengono presentati dieci titoli restaurati, prodotti tra la metà degli anni Trenta (fine del muto ed epoca d'oro degli studios) e il passaggio alla Cina Popolare con la rivoluzione del 1949. I dieci titoli, ha spiegato Marco Mueller, direttore della Mostra, saranno commercializzati a livello mondiale da Celluloide Dreams. «Una sezione - ha detto Mueller - che vanta titoli rappresentativi sia per grandi autori che per generi popolari».
Per Germano Celant, direttore artistico della Fondazione Prada, un modo per conoscere meglio la Cina, «di grande interesse proprio per il ruolo attuale del paese asiatico».
Vi figurano tra l'altro due piccoli classici del cinema shangaiese di genere, conservati dalla Cineteca di Bologna; alcuni capolavori restaurati del regista Xie Jin; e infine i primi film delle due Nouvelle Vagues cinesi degli anni Ottanta e Novanta, grazie alla collaborazione con la Cineteca del Friuli.
Nella selezione classica, l'accento viene messo sui cineasti che hanno praticato con successo l'eretico connubio tra Hollywood e il cinema sovietico, come Sun Yu, oppure gli innamorati delle avanguardie europee, come l'innovativo Yuan Muzhi. E non si dimenticano i grandi maestri, cineasti del livello di Renoir e Rossellini: Fei Mu, Shen Xiling, Zheng Junli e Shi Hui.
Tra i titoli più rari c'è «Tieshan gongzhu» (La principessa dal ventaglio d'acciaio, 1941) dei fratelli Wan Laiming e Wan Guchan, primo lungometraggio d'animazione cinese.
La rassegna «Storia Segreta del Cinema Giapponese», che ospiterà in tutto 37 film, comprenderà tra l'altro i primi titoli dedicati al duello alla spada degli anni Venti e Trenta, firmati dai maestri Ito Daisuke e Yamanaka Sadao, tuttora esempi di modernità stilistica. La rassegna si soffermerà poi sul trentennio che va dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, con micromonografie dedicate a Kato Tai, Misumi Kenji, Suzuki
Seijun, Fukasaku Kinji, oltre che a Makino Masahiro, Kudo Eiichi, Okamoto Kihachi e Tanaka Tokuzo.
Non mancherà il maestro dell'horror Nakagawa Nobuo, insieme ai «B-movie» di Mizoguchi Kenji e Naruse Mikio. Alla presentazione è intervenuto anche il presidente della Cineteca Nazionale, Sergio Toffetti, per il quale «l'operazione è stata interessante anche come test sulle strategie di conservazione e riproduzione delle opere».
giovedì, 14 luglio 2005
Le major occidentali a caccia della Cina.
Non è solo moda o tendenza. Si tratta di un discorso molto più semplice.
Soldi.
La Cina ha un bacino di oltre due miliardi di spettatori. Un mercato in crescita perchè ci sono vaste aree del Paese ancora senza tv. Figuriamoci dvd, multisale e chi più ne ha più ne metta.
C'è però un problema: in Cina, dove vige una severa censura, non dimentichiamolo, i film stranieri che possono circolare nelle sale sono poche decine all'anno.
Si può aggirare l'ostacolo solo in un modo: produrre con capitali occidentali film girati in Cina (ovviamente sotto controllo della censura). Ed è questo che sta accadendo.
giovedì, 14 luglio 2005
Le grandi case cinematografiche statunitensi stanno puntando su Pechino e Shanghai e programmano di investire oltre 300 milioni di dollari
in nuove pellicole 'made in China' entro i prossimi due anni.
Insieme alle mayor statunitensi, altri operatori legati al settore stanno investendo nella creazione di studios cinesi, case di produzione di cartoni animati, catene di sale cinematografiche e stampa del settore. La conquista del cinema cinese o meglio la fondazione del settore in chiave moderna è diventata una priorità a Los Angeles e ormai non c'è grande o
piccolo operatore che sta progettando di attraversare il Pacifico ed espandersi in quello che anche per il cinema sembra essere diventato il nuovo Eldorado.
Nel grande paese asiatico è tutto un fermento, stanno nascendo studios sia a Shanghai che a Pechino, sono in costruzione nuovi circuiti cinematografici e nuove sale e sono in produzione già decine di pellicole per le strade sia delle grandi città che nelle zone rurali. Tutto questo con una doppia visione, conquistare il mercato cinese che si sta sviluppando rapidamente e produrre a basso costo e con un tocco di
originalità cinese per i circuiti internazionali.
Il fenomeno, recentemente portato alla luce degli statunitensi grazie a inchieste dei più importanti quotidiani del Paese, compreso il New York Times, sta avendo ripercussioni non solo negli Stati Uniti ma anche in India che fino ad ora, con la sua Bollywood, era considerata la principale piazza dell'Asia e che ora, vedendosi insidiata dalla grande potenza cinese, cerca di trovare nuove strategie per uscire dalla nicchia locale al quale sembra destinata.
Il mercato cinese del cinema non è ancora molto sviluppato per un Paese che vanta una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Gli incassi del box office nel 2004 sono stati pari ad appena 500 milioni di dollari, poco più di un ventesimo di quelli degli Stati Uniti. Questa cifra tuttavia è destinata a triplicarsi e toccare 1.500 milioni di dollari entro i prossimi due anni grazie ai nuovi benestanti. Con questa previsione, in
tutto il Paese sono in costruzione migliaia di nuove sale cinematografiche da operatori spinti anche dalle banche di investimenti che vedono questo settore in crescita esponenziale.
Nelle principali città, da Pechino a Shanghai, da Hong Kong a Guangzhou stanno muovendo i primi passi investitori stranieri, soprattutto californiani, a partire da Time Warner che ha presentato progetti per la costruzione di oltre 70 multiplex nelle principali aree del paese, per un totale di quasi 1.000 nuove sale.
La partita principale comunque resta la produzione cinematografica. Dopo gli ultimi successi raccolti al botteghino e ai festival da pellicole cinesi o da cineasti cinesi (attori, registi, direttori vari) impegnati in produzioni importanti come Matrix o Kill Bill, le case di produzione puntano su Pechino e Shanghai per creare due veri e propri nuovi distretti per il cinema. Ad interessare gli investitori internazionali, sia l'originalità delle produzioni cinesi che con il loro tocco incominciano a fare proseliti nel mondo sia i costi di gran lunga più bassi degli Stati Uniti, dell'Europa occidentale e anche delle aree di nuova delocalizzazione, dall'Est europeo al Marocco e all'India. Senza dimenticare che molte produzioni vengono appositamente pianificate soltanto per il mercato cinese e sempre più spesso per la televisione.
Se tra i successi che hanno portato la Cina all'attenzione mondiale del cinema, ci sono pellicole pensate e realizzate in Cina, dalla 'Tigre e il dragone' a 'Hero', da 'The cell' a 'Addio mia concubina', oggi sono in lavorazione decine di pellicole internazionali. Tra le produzioni attualmente in preparazione o già in arrivo dalla Cina per mano delle
principali mayor di Hollywood c'è una nuova versione del cartoon 'Biancaneve e i sette nani' della Disney, il rifacimento
di 'The white countess' di Time Warner e diversi progetti dei fratelli Weinsteins della Miramax. In cambio di questi ingenti investimenti, la lobby delle mayor statunitensi fa un'unica pressione sul governo cinese perché affronti la piaga della pirateria audiovisiva.
giovedì, 07 luglio 2005
L'attore cinese Gu Yue, che ha impersonificato Mao sul piccolo e grande schermo, è morto, a causa di un attacco cardiaco, a Pechino all'età di 68 anni. La sua straordinaria somiglianza con il leader comunista cinese ha fatto sì che Gu Yue abbia interpretato più di ottanta volte, in film e sceneggiati, la figura di Mao. Per la sua verosimigliante recitazione, l'attore ha vinto due volte il principale premio cinematografico cinese.
mercoledì, 06 luglio 2005
Di certo Biancaneve dovrà rinunciare al suo abito lungo in favore qualcosa di più adatto alle mosse di kung fu. La protagonista del primo lungometraggio della Disney sarà trasformata in una provetta delle arti
marziali e i suoi sette nani diventeranno altrettanti monaci Shaolin nel remake orientale del primo lungometraggio della Disney.
A volere la versione con gli occhi a mandorla di 'Biancaneve e i sette nani' è stata proprio la Disney, nel tentativo, scrive oggi il quotidiano britannico The Guardian, di aprirsi un varco nel mercato cinematografico cinese.
Provvisoriamente intitolata 'Snow and the Seven', la pellicola sarà diretta da Yuen Woo-ping, già autore delle coreografie degli spettacolari combattimenti di 'Matrix', 'Kill Bill' e de 'La tigre e il dragone'. Le riprese cominceranno a fine anno e la storia, scritta dal premio Pulitzer Michael Chabon, sarà ambientata nel 1880 in una concessione britannica della Cina coloniale.
Il remake, secondo il Guardian, fa parte del tentativo della Disney di approfittare del rilassamento della Cina in fatto di controlli sulla produzione e la distribuzione di film nel territorio nazionale, un potenziale mercato di 1.3 miliardi di persone che fa gola a molti. La Cina ha una delle cinematografie nazionali meno sviluppate del mondo, e per questo vengono adottate misure protezionistiche. Infatti, per assicurare introiti ai film nazionali, lo Stato consente ogni anno solo a
venti titoli stranieri di penetrare nel mercato. Per aggirare questo limite e per sfruttare i costi contenuti dei set cinesi, le maggiori case di produzione hollywoodiane come la Columbia e la Warner Bros cercano di realizzare co-produzioni con partner cinesi, come è successo nel caso dei successi planetari di 'Hero' e de 'La foresta dei pugnali volanti'.
Nel tentativo di costruirsi una presenza solida in Cina, la Disney è andata anche oltre lo spostamento delle location dai costosi studi di Hollywood ai meno cari set orientali. È prevista per settembre l'apertura di un parco tematico ad Hong Kong e ne è in cantiere un altro a Shangai.